Una sconfitta, qualche riflessione per domani

12/06/2009 9.45.26 - a cura di Gianfranco Rivellini

Faccio qualche esempio. Iniziamo dagli immigrati e dai clandestini.

In Italia alcune forze politiche tendono a massificare, non distinguere, dunque propongono ricette semplicistiche per problemi complessi. Una forza riformatrice negli obiettivi e moderata nel metodo politico (linguaggi e strumenti) contribuisce, per esempio, a fare chiarezza nei cittadini sui termini, sui significati. L’immigrazione è una cosa, l’immigrazione clandestina un'altra. Inoltre l’immigrazione clandestina non è un mero problema di sicurezza, perché attraversa cifre sociali complesse, che riguardano: l'economia, il welfare state, l'istruzione, l'assistenza sanitaria, la schiavitù, la prostituzione, le protezioni giuridiche, il diritti di voto, i servizi pubblici, e i diritti umani. Di tutto questo non si è parlato in campagna elettorale, oppure si è parlato per stupide contrapposizioni ideologiche. Inutile citare che l’azione di governo su questa materia è sbagliata nel metodo e nei contenuti, come errata e inefficace si è dimostrata la famosa legge “Bossi – Fini”.
Ma l’opposizione, che dice di essere riformista, possibile che l’unico argomento recitato dalle tribune televisive (di spazio ne hanno avuto comunque per comunicare) sia stato ricordare che il governo D’Alema aveva praticato i “respingimenti”, ma dentro la cornice delle garanzie del diritto internazionale ?
 
Altro esempo - Politiche sociali e del lavoro.
 
Non ho sentito, mi corregga qualcuno se sbaglio, rilanciare il parlamento europeo, quale luogo istituzionale transnazionale, in grado di provare a scrivere regole sociali minime comuni di sicurezza del lavoro…… Ma che razza di riformisti abbiamo in Italia, se non provano a centrare il dibattito in campagna elettorale anche su questi argomenti ! Che dire poi, non una parola sul tentativo di alcuni stati membri di modificare la normativa sull’orario massimo di lavoro nella UE, fissata ora a 48 ore settimanali, ma domani forse a 60 ed oltre ! Non una parola spesa per prevedere che il parlamento europeo dovrà aumentare gli sforzi di regolamentazione e controllo della catena agro alimentare e della zoo tecnia !
 
Ecco il problema del nostro paese. Un finto bipolarismo, molto gridato e poco praticato. Nel mezzo milioni di italiani disinformati sulle grandi questioni che li riguardano, oppure, peggio, indirizzati a ragionare nell’angusto cortile di casa su finti problemi (vedi problema sicurezza e connessione con immigrazione).
 
Ecco la priorità politica per l’Italia: fare crescere progetti politici centristi, equidistanti dal finto bipolarismo, capaci di obbligare il teatro politico ad occuparsi dei problemi reali e di prospettare soluzioni intelligenti, perchè ragionate e tecnicamente adeguate per le finalità dichiarate.

Oggi, secondo sondaggi non allineati, esiste un spazio di circa il 20% di elettori che sposerebbero un progetto centrista, riformatore e moderato nei termini di cui abbiamo sopra discusso. Sappiamo che in Italia il 15 % dei voti sono finiti a schieramenti cosiddetti “centristi ed equidistanti” dai due maggiori partiti. La “res pubblica” e la Repubblica Italiana aspettano che i leaders sappiano leggere i fenomeni politici, sappiano favorire il dialogo tra le reciproche basi elettorali, piuttosto che alimentare lo scontro, soprattutto quando la cultura del conflitto politico funziona da cortina per le egemonie personali.

 Da Liberal Democratico, sul mio sito, auto gestito e finanziato (come tutta la campagna elettorale) auspico la nuova stagione del dialogo, consapevole che esiste lo spazio, perché la radice laica, liberale e democratica (al di là di chi oggi meglio la interpreta) ritrovi la insostituibile risorsa del confronto con la cultura politica e sociale cristiana (prima ed oltre i personalismi).
 
Saluto cordialmente che mi ha dato fiducia in questa breve campagna elettorale. Mi ripropongo comunque di continuare a fare vivere questo spazio di riflessione, auspicando nel mio piccolo, lo sviluppo di una nuova stagione all’insegna di un “centrismo di analisi, riflessioni, proposte”, convinto che questa strada sia non solo percorribile, ma anche redditizia per il prossimo futuro politico dei Libera Democratici